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| 05.08.08 BANDO "MADE IN ITALY" |
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E’ prevista a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del terzo bando previsto dal piano Industria 2015: si tratta dell’invito a presentare progetti di Azione Strategica di Innovazione Industriale (ASII) nell’ambito delle tecnologie funzionali allo sviluppo del “Made in Italy”.
Il piano di lavoro che precede il bando, coordinato da Alberto Piantoni, individua le filiere produttive interessate: · il sistema moda; · il sistema casa; · il sistema alimentare; · il sistema della meccanica.
Ad esse sono chiamati a collaborare per la realizzazione dei singoli progetti le imprese fornitrici di soluzioni tecnologiche a sostegno dei processi di innovazione di prodotto e di processo: · imprese operanti nell’area “nuovi materiali” (chimica, metalli, composti); · imprese che sviluppano nuove tecnologie abilitanti per la gestione dei processi critici (organizzazione, logistica, distribuzione, ecc.), quali le imprese dell’area “informatica”.
I temi ai quali i progetti dovranno dedicarsi sono: · Rinnovo e capitalizzazione delle competenze distintive: iniziative volte a migliorare la capacità delle filiere produttive di gestire in modo evoluto i processi di innovazione di prodotto; · Cooperazione produttiva: iniziative finalizzate all’innovazione dei modelli, dei processi e degli strumenti a supporto della cooperazione tra imprese nella gestione dei cicli produttivi; · Presidio strategico dei mercati: iniziative finalizzate allo sviluppo sia di soluzioni distributive innovative per il tramite di sistemi di logistica specializzata, che di soluzioni di market intelligence (conoscenza del cliente finale).
Tutti i progetti richiedono la partecipazione anche di Piccole e Medie Imprese oltre che di partner universitari. Occorre però sottolineare che il Bando è gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico e quindi, pur se rivolto all’individuazione di soluzioni innovative, è richiesto che il progetto abbia un orizzonte di prima industrializzazione dei risultati nell’arco di 3 anni dal suo avvio. Le attività di ricerca industriale, pur se presenti, non possono quindi eccedere in rilevanza quelle di sviluppo precompetitivo.
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